Tutto uguale, come sempre. Passano i giocatori, passano gli allenatori ma il resto rimane immutato: cresce l’amarezza, cresce la rassegnazione
Si continua a parlare di tecnica, di tattica, di 3-5-2, di 4-2-3-1 o 3-4-2-1, di difesa a tre o a quattro, di questo e di quell’altro: lo facciamo tutti, forse per scovare una qualche via d’uscita, per trovare una spiegazione. I sei risultati utili consecutivi del Torino hanno nascosto temporaneamente problemi destinati a riemergere, prima o poi. Succede quando tamponi anziché risolvere (perché spesso, risolvere, non è più possibile) col primo rimedio che ti ritrovi in casa. Nel calcio può essere la giornata storta di un avversario, quella perfetta di un tuo giocatore o di un intero reparto. I tre indizi che fanno una prova non sono, appunto, tre risultati quasi casuali, piuttosto i tre indizi (pure quattro) sono i black-out di una squadra che ha bisogno che tutto giri alla perfezione, che non ci sia alcun imprevisto. Qui non siamo nella casistica di chi ha bisogno di uno schiaffo per partire, ma in quella di chi alla prima folata di vento crolla, in preda alla paura (parole di Asllani, oltretutto).
Affidarsi alle giocate di Simeone, alle invenzioni di Vlasic o ai gol di Adams, alla giornata perfetta di Coco e Maripan può funzionare ogni tanto. Nell’ottica di un campionato così lungo e con squadre più agguerrite di quanto non lo sia statisticamente il Torino, no. Anche perché la fortuna aiuta gli audaci e questo Torino di audace non ha assolutamente niente. Giocatori che litigano per un rigore e che quando capita loro la chance la falliscono miseramente, altri che si sentono di passaggio, altri ancora che non hanno il minimo di amor proprio, a giudicare dalle loro prestazioni. E puntualmente eccoci qui, a guardare la solita magra classifica, a commentare un Toro scornato, a distribuire colpe. Tutto uguale, come sempre. Passano i giocatori, passano gli allenatori ma il resto rimane immutato. La rassegnazione, quella aumenta: ed è la peggior sconfitta.

Ivana, la peggior sconfitta è continuare ad avere questo personaggio come proprietario!
Rassegnazione + esasperazione per questo schifo. Creato ad arte da sta pseudo società di me.r d@
“E’ tutto sbagliato, è tutto da rifare”, diceva il grande Bartali. Una frase che si adatta al Toro. La struttura societaria è inadeguata, le campagne acquisti sono spesso sbagliate e sembrano fatte ad arte per soddisfare gli interessi di procuratori, internediari vari e anche direttori sportivi. Il vivaio langue. Si… Leggi il resto »